Grassi insaturi: perchè fanno bene e in quali alimenti si trovano

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Grassi insaturi: quantità da assumere e in quali alimenti si trovano.

Molti considerano i grassi come dei nemici da evitare assolutamente ma in realtà non dovrebbero mai mancare in una alimentazione completa e bilanciata; uno dei più importanti scopi dei grassi è quello di metabolizzare meglio le vitamine A, D, E, K e di dare maggiore sensazione di sazietà grazie alla durata di permanenza nello stomaco dei cibi con acidi grassi. Essi dovrebbero costituire dal 20 al 40 % delle calorie giornaliere totali assunte. Di questa percentuale, il 75 % dovrebbe essere rappresentato da grassi insaturi e il restante 25 % da grassi saturi. I grassi insaturi sono una tipologia di grassi che sono ‘buoni’ cioè fanno bene all’organismo e si dividono in monoinsaturi e polinsaturi. Mentre i grassi saturi sono i cosiddetti grassi ‘cattivi’, si trovano nei cibi di origine animale, aumentano il colesterolo e il rischio di sviluppare patologie legate all’alimentazione sbagliata.

I grassi insaturi si trovano ad esempio in frutta secca, oli vegetali (olio di semi di lino, olio di girasole, olio di oliva, ecc) , avocado, olive, pesci grassi come il salmone, ecc.

Perché sono importanti

Se ancora queste parole non vi hanno convinto dell’importanza di questo tipo di grassi, e quindi ad integrarli alla vostra dieta, aggiungiamo alcune caratteristiche e nozioni fondamentali: i grassi essenziali sono i grassi polinsaturi, come il linoleico e linolenico, perché sono ricchi di omega 3 e omega 6. Sono detti acidi grassi “essenziali” perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli da solo e quindi devono essere integrati attraverso gli alimenti.  L’Omega 3 e Omega 6 sono elementi che accelerano il metabolismo e limitano gli accumuli di grasso.

In particolare, il primo è un acido polinsaturo che nasce dall’assimilazione dell’acido alfa-linolenico per mano di alcuni enzimi e contribuisce a rendere più fluido il sangue, agendo sulla quantità di piastrine presenti nel flusso sanguigno; contribuisce a rendere più integra la membrana cellulare e ad ossigenarla. Contrasta le infiammazioni riducendo la quantità di proteina C nel sangue.

L’omega 6 contribuisce ad ottimizzare il trasporto e la sintesi del colesterolo nei vasi sanguigni.

Entrambi rappresentano un valido aiuto per contrastare l’insorgenza di diabete di tipo 2 e di altre problematiche connesse.  

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