Il vino tanti pro e pochi contro: la sua funzione bruciagrassi

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Vino e dieta

Il vino tanti pro e pochi contro

Il vino è ancora oggi considerato una delle bevande alcoliche da cui trarre tantissimi vantaggi per la salute, e se per qualche tempo è stato demonizzato in quanto il suo eccessivo ma anche moderato consumo poteva provocare alcune sintomatologie legate a patologie varie, oggi ha riconquistato sulle tavole degli italiani il ruolo storico e non solo che ha sempre avuto. Secondo alcune recenti ricerche sostenute e condivise da importanti nutrizionisti e dietologi internazionali il vino va consumato quotidianamente in dosi consigliate a seconda dei casi questo perchè apporta numerosi benefici alla salute. In particolare il vino protegge la salute del cuore, prevenendo in molti casi il rischio di soffrire di malattie cardiache; inoltre incide sulla resistenza insulinica riducendo la possibilità di comparsa del diabete, da non sottovalutare poi che ha un effetto positivo anche sulle ossa. Tutti benefici che riqualificano il vino come bevanda doc a cui non si può rinunciare e che va consumata quotidianamente ma con la giusta moderazione.

Il vino: la sua funzione bruciagrassi

Particolare e molto interessante anche il ruolo primario che il vino può assumere nelle diete ipocaloriche: sembra infatti che il suo consumo aiuti a bruciare i grassi aiutando le persone in sovrappeso a tornare in forma senza eccessivi stress. A sostenere questa tesi uno studio condotto dall’Oregon State University che ha individuo nell’acido ellagico contenuto nell’uva  la funzione di rallentare la crescita delle cellule adipose esistenti e la formazione di nuove, e nell’accelerare il metabolismo degli acidi grassi nelle cellule epatiche. Una scoperta da non sottovalutare che non è finalizzata a trovare la cura miracolosa contro l’obesità ma piuttosto a dimostrare che è possibile migliorare la funzione epatica nelle persone in sovrappeso grazie al consumo moderato di vino. Gli esperti, addetti allo studio,in proposito hanno dichiarato: “Se riuscissimo a sviluppare una strategia alimentare volta a ridurre l’accumulo dannoso di grasso nel fegato, utilizzando alimenti comuni come l’uva”.

 

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