Reflusso gastroesofageo? I consigli a tavola per combattere il disturbo

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Reflusso gastroesofageo? I consigli a tavola per combattere il disturbo

Il reflusso gastroesofageo è una patologia molto comune, colpisce indistintamente uomini e donne e prescinde dall’età, può essere curato con una terapia medica ben appropriata definita secondo la gravità del malessere i cui sintomi devono essere valutati dal medico tenendo conto di moltissimi fattori che influenzano lo stile di vita del soggetto. Il bruciore di stomaco dovrebbe essere combattuto soprattutto a tavola, la scelta di una dieta determinata influenza in modo positivo ma anche negativo la quotidianità di chi è solito soffrire di questa patologia: le scelte alimentari sono infatti il primo passo verso la guarigione, è infatti accertato che preferire alcuni cibi ad altri è determinante per impedire che l’acidità e il mal di stomaco compaiono. Possiamo affermare che fra i cibi che favoriscono la comparsa del reflusso c’è sicuramente il caffè, le bevande gassate, gli agrumi, i pomodori e alcuni cibi piccanti. Tra gli atteggiamenti da tenere consigliamo di mangiare di meno ma più spesso, la riduzione delle porzioni è sicuramente un passo decisivo per non sovraccaricare la digestione. Mangiare lentamente e alzarsi da tavola non pieni è un altro segreto per non favorire la comparsa del reflusso.

Reflusso gastroesofageo una patologia da non sottovalutare

Molto importante la sera andare a letto non prima delle 2 ore dalla cena, la digestione va stimolata e facilitata e coricarsi implica una difficoltà e un affaticamento dell’apparato digerente. Inoltre è opportuno dormire con la testa rialzata rispetto allo stomaco questo crea dei decisivi vantaggi alla digestione e impedisce la comparsa di quel senso d’acidità tipico di chi soffre di reflusso. Infine ovviamente smettere di fumare è determinante, ma anche perdere peso nel caso ci si trovi in una situazione accertata di obesità o anche sovrappeso eccessivo aspetti che impedisco il normale funzionamento dello stomaco affaticandolo in maniera davvero patologica. Le linee guida citata non escludono la necessaria presenza di una guida medica che deve indicare non solo l’atteggiamento a tavola ma anche, qualora ce ne fosse bisogno, una terapia farmaceutica idonea definita caso per caso.

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